A volo d’ape — Pitch Deck
Documentario

A volo
d’ape

Dagli alveari parte un biomonitoraggio che attraversa campi, città e laboratori condivisi. Le api, trasformate in strumenti inconsapevoli di lettura ambientale, restituiscono una mappa invisibile: fatta di molecole, conflitti latenti e scelte da affrontare.

Anno 2026
Durata 52'
Formato 1.85:1

SINOSSI

Un paesaggio letto attraverso il polline: pesticidi, fungicidi, molecole vietate.

Il film segue un gruppo di ricercatori e apicoltori del Trentino-Alto Adige che, analizzando il polline raccolto dalle api, individuano le sostanze chimiche che attraversano il paesaggio. Le api diventano sonde biologiche: volano, raccolgono dati, intercettano contaminazioni apparentemente nascoste.

Il documentario adotta una prospettiva originale: racconta il paesaggio contemporaneo a partire dall’attività incessante e sistematica delle api. Un racconto corale che parte dal locale per una riflessione europea più ampia. La scienza si intreccia con il paesaggio, l’educazione ambientale con la restituzione pubblica, mettendo in relazione aree agricole e urbane, pratiche locali e reti scientifiche europee.

A che punto è l’Europa con la sostenibilità ambientale?

Campo di ricerca
22
apiari tra fondovalle, montagna e Trento
Arnie coinvolte
26
con raccolte in più cicli stagionali
Metodo
Prima volta
a livello mondiale che si mappa un’area così grande attraverso il polline raccolto dalle api

OBIETTIVO

Un’indagine scientifica che diventa gesto pubblico.

Il documentario ha una struttura corale: molti sono i volti e le voci che attraversano il film. Il loro obiettivo comune è rendere leggibile la qualità ambientale di un territorio attraverso i dati raccolti dal polline: fare in modo che un’indagine scientifica diventi uno strumento accessibile, concreto, condiviso.

La sfida è duplice: scientifica e sociale. Da un lato il metodo si confronta con la complessità ambientale e chimica del paesaggio; dall’altro i risultati, quando toccano temi sensibili, possono generare tensioni, domande, resistenze.

Metodo
Polline come “matrice viva” e archivio del territorio
Restituzione
Dati leggibili e discussi nei luoghi da cui provengono

PERSONAGGI

Sergio Angeli

Sergio Angeli

Entomologo, docente della Libera Università di Bolzano, è il promotore scientifico del progetto. Da anni studia il comportamento delle api non solo come specie, ma come mezzo di lettura del territorio.

Il polline, per lui, è matrice viva: un archivio che registra ogni contatto tra insetto e ambiente. Sergio è una figura chiave del film: rigoroso, lavora con precisione e metodo, ma sa quando una scoperta impone anche un gesto politico. Nel suo modo di lavorare emerge con forza un’immagine concreta: le api che volano sul territorio raccolgono, senza saperlo, le tracce chimiche che raccontano cosa respiriamo, cosa mangiamo, in che ambiente viviamo. Il suo obiettivo è rendere questa lettura accessibile e utile per chi vive quei luoghi, anche a costo di disturbare equilibri consolidati.

Maria Vittoria Zucchelli

Maria Vittoria Zucchelli

Biologa, con una formazione in ecologia. Lavora al MUSE – Museo delle Scienze di Trento, dove si occupa di educazione ambientale e progettazione culturale. Da anni sviluppa percorsi educativi che collegano scienza, sostenibilità e vita quotidiana, con attenzione alla dimensione europea.

Collabora a progetti di monitoraggio con le api come bioindicatori, coinvolgendo cittadini e istituzioni. All’interno di A volo d’ape, cura i percorsi educativi e le azioni di restituzione pubblica. Ha un carattere concreto e aperto al confronto, sa rendere accessibili contenuti complessi senza semplificare, creando connessioni tra mondi che parlano linguaggi diversi.

Stefano Peterlana

Stefano Peterlana

Apicoltore professionista, dal 1997 conduce un’attività apistica basata su pratiche di nomadismo e produzione biologica certificata, gestendo tra i 400 e i 500 alveari distribuiti sul territorio nazionale. Nel progetto A volo d’ape, Peterlana partecipa in prima persona mettendo a disposizione diverse arnie coinvolte nella ricerca. La sua collaborazione è fondamentale per raccogliere dati ambientali attraverso il polline raccolto dalle api, contribuendo così alla mappatura della contaminazione del paesaggio. Peterlana incarna una visione dell’apicoltura come pratica profondamente intrecciata con gli ecosistemi. Nel film, la sua presenza offre uno sguardo radicato e concreto sulla relazione tra uomo, api e territorio. La sua esperienza emerge senza bisogno di spiegazioni: si misura nei gesti, nella cura, nelle scelte quotidiane

TEMPI E SITUAZIONI FILMABILI

Tre fasi, tre stagioni,
un quadro che emerge nel tempo.

Installazione, raccolta, attesa, restituzione: la ricerca entra nel paesaggio e ritorna come conoscenza pubblica.

  1. Fase 1
    Installazione e prelievi (primavera)
    Fioritura del melo

    Trappole da polline in 22 apiari tra fondovalle agricolo, contesti montani e Trento. Incontri sul campo, decisioni operative, relazione diretta con le api. Dopo circa dieci giorni: primo prelievo, raccolta e conservazione dei campioni.

  2. Fase 2
    Secondo prelievo e costruzione del quadro (estate)
    Luglio

    Il paesaggio è mutato e la continuità del lavoro diventa visibile. Campioni raccolti e congelati; intensificazione della comunicazione tra apicoltori, ricercatori e referenti istituzionali: fase di accumulo e messa in relazione.

  3. Fase 3
    Catalogazione,
    attesa, restituzione
    (autunno–inverno)
    Mesi di analisi

    Catalogazione alla Libera Università di Bolzano e invio a laboratori certificati per analisi chimiche e palinologiche. Il film segue anche la preparazione della restituzione pubblica: sale comunali, spazi pubblici, incontri aperti.

IL CONFRONTO EUROPEO

Per capire se il biomonitoraggio del polline possa funzionare e interessare anche al di fuori dei confini nazionali, Angeli decide di incontrare altri esperti europei che vivono e lavorano sul territorio tedesco, a partire da Melanie Von Orlow, sua collega biologa.

Melanie Von Orlow, rappresentante dell'Imkerverband (Associazione Apicoltori di Berlino) e specialista di insetti presso la NABU (Unione per la Conservazione della Natura e della Biodiversita), afferma di essere una delle piu grandi apicoltrici amatoriali di Berlino, con circa 20 arnie nel suo giardino e nel cimitero locale.

Se da un lato Von Orlow e attenta ai concetti di sostenibilita ed ecologia nell'ambito dell'apicoltura urbana, dall'altro la sua esperienza nella NABU la porta a osservare questi insetti impollinatori anche da un punto di vista ambientale piu ampio.

Fondata nel 1899, la NABU (Unione per la Conservazione della Natura e della Biodiversita) e la piu antica e grande associazione ambientalista in Germania, i cui obiettivi principali sono la conservazione degli habitat e della biodiversita, la gestione forestale e la promozione della sostenibilita in agricoltura.

All'interno dello scenario tedesco, sono state molte le proteste contro i pesticidi utilizzati nel campo agricolo, soprattutto perche in Germania hanno sede diverse aziende produttrici di insetticidi come il neonicotinoide thiacloprid, dapprima bandito dall'Ue nel 2018, poi rimesso in commercio. Tramite le testimonianze in Germania e gli incontri e confronti con Angeli, A volo d'ape mostra se e come una risposta comune europea sia possibile e quanto ancora il tema della sostenibilita e della ricerca di sostenibilita riguardi tutti.

ATTUALITÀ E IMPATTO DEL TEMA

Qualità ambientale e strumenti di lettura: un fronte concreto tra agricoltura, salute pubblica e responsabilità.

Biomonitoraggio apistico come metodo a basso impatto, ripetibile, non invasivo.

Nel Nord Italia, dove la frutticoltura intensiva convive con aree naturali e immaginari di “natura incontaminata”, il biomonitoraggio apistico può mettere in discussione equilibri visivi e culturali. Attraverso l’analisi del polline, il film apre un nodo concreto tra agricoltura, salute pubblica, responsabilità ambientale e conoscenza scientifica. Tramite le testimonianze in Germania e gli incontri e confronti con Angeli, A volo d’ape mostra se e come una risposta comune europea sia possibile e quanto il tema della sostenibilità riguardi tutti.

Il metodo si inserisce, infatti, in una rete europea che promuove il monitoraggio diffuso degli impollinatori e sperimenta forme di citizen science come pratica di partecipazione ambientale. Il film ne segue costruzione, limiti e potenzialità.

SPAZI, PAESAGGI, CONTESTI

Il territorio come archivio: altitudini, distanze, accessi, tracce.

Il film ambientato fra Nord-Italia e Berlino, attraversa luoghi distinti per funzione e morfologia: la Val di Sole come centro operativo del biomonitoraggio; Trento come contesto urbano di citizen science; Bolzano come sede universitaria e laboratorio per catalogazione e coordinamento tecnico; Berlino come contesto di confronto a livello europeo.

Le riprese alternano zone di coltivazione intensiva (in particolare dedicate al melo) a paesaggi montani meno antropizzati, fino a spazi urbani in cui gli apiari si inseriscono in giardini, terrazze e contesti fortemente antropizzati.

NOTA DI PRODUZIONE

A volo d’ape si sviluppa in stretta relazione con le persone e i luoghi coinvolti: ricercatori, apicoltori, cittadini, tecnici comunali. È un film che si costruisce nel tempo, seguendo i cicli della natura, ma anche quelli della restituzione pubblica dei dati raccolti. Il racconto prende forma attraverso l’osservazione di questi processi: la raccolta del polline, le analisi in laboratorio, le reazioni che emergono quando un’informazione ambientale mette in discussione la percezione di un luogo.

Questo progetto ci permette di lavorare dentro una rete già esistente, attiva e concreta, e allo stesso tempo di aprirci a una dimensione più ampia: quella della distribuzione culturale e scientifica a livello europeo. I temi che il film affronta – qualità ambientale, agricoltura, citizen science – sono fortemente condivisi anche fuori dall’Italia, in particolare nei contesti di lingua tedesca, dove il progetto ha già suscitato interesse.

CASA DI PRODUZIONE

KORABI nasce a Bolzano come casa di produzione indipendente. Formata da Annachiara Gislimberti, Gabriele Borghi e Erald Dika, unisce competenze diverse e sguardi complementari, dando vita a un percorso condiviso. Crediamo nel potere delle storie di aprire nuove prospettive e di raggiungere un pubblico ampio con racconti originali e autentici.

Affrontiamo ogni progetto con lo stesso spirito raccontando storie originali capaci di raggiungere un vasto pubblico. Per noi il cinema è uno strumento capace di trasformare lo sguardo, stimolare il dialogo e alimentare il cambiamento culturale. Riteniamo che le storie possano ampliare lo sguardo e toccare i cuori. Uno dei nostri principali obiettivi è sviluppare progetti che uniscono intrattenimento e qualità, con la convinzione che ogni storia, se raccontata con cura, possa lasciare un segno.

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