Andando nel sole che abbaglia — Pitch Deck

ANDANDO
NEL SOLE
CHE ABBAGLIA

Genere: Documentario Anno: 2025 Durata: 60' Regia: Annachiara Gislimberti

Nel Levante ligure, da Genova al Golfo dei Poeti, una generazione racconta il suo modo di vivere e immaginare il territorio. In una regione dall'equilibrio spesso precario, le realtà locali testimoniano il loro quotidiano impegno per la salvaguardia del territorio e dei suoi abitanti.

SINOSSI

Il film invita a seguire una generazione che vive il territorio del Levante ligure, compromesso da questioni come calo demografico, povertà educativa, emigrazione giovanile e iperturismo.
Pamela, custode dell'oasi LIPU ad Arcola, ex discarica a cielo aperto, contribuisce all'educazione ambientale e al biomonitoraggio dei volatili.
Mentre Viola fonda BuonVento nel centro storico di Genova, un laboratorio sperimentale dove le ceramiche si ispirano al territorio,
Andrea lotta per la valorizzazione sostenibile dell'entroterra, tramite la sua attività di apicoltura e coltivazione della lavanda.
Marta, biologa marina di Lerici, racconta e fa esplorare il mondo invisibile e microscopico del plancton, con laboratori educativi per i più piccoli.
Paolo è a capo di un'associazione che si occupa del riutilizzo sociale di un bene confiscato alla criminalità nel centro storico di Sarzana, progetto tra i punti di riferimento per tutte quelle realtà che credono nella mobilitazione collettiva dal basso.
Il futuro del territorio si concretizza nelle loro azioni: il rispetto e la cura per le specie animali e vegetali, la ricerca di una sostenibilità ambientale e la lotta per la preservazione degli spazi sociali

LA STORIA

In una terra minacciata da crisi demografica e abbandono giovanile, i nostri protagonisti cercano di preservare l'ambiente dell'antropizzazione e dai disagi che crea un iperturismo aggressivo, che mina anche gli spazi sociali della popolazione più giovane, creando un impoverimento delle opportunità lavorative e formative sul territorio.

Marta, giovane biologa marina, premio Donna di Mare Unesco. Nata e cresciuta vicino alle Cinque Terre, il suo unico scopo è quello di proteggere il mare e chi lo abita. Dopo aver studiato all'estero, gira i paesi delle sue terre natali organizzando lezioni di educazione ambientale con i bambini più piccoli. Lo studio del plancton, visto al microscopio, mostra tutte le fragilità dell'ambiente marino mediterraneo.

La sua storia si intreccia con gli altri protagonisti, come Pamela, custode di una riserva naturale lungo un fiume, fino a pochi anni fa discarica a cielo aperto e tuttora ancora da bonificare. Assieme ai volontari, monitorano le specie presenti e il disturbo antropico che minaccia soprattutto gli uccelli migratori che devono trovare un habitat adatto dove fermarsi e riposare lungo la rotta.

Ascoltiamo le voci di tutte e tutti, andando anche nell'entroterra abbandonato dove Andrea sta costruendo la sua attività agricola sostenibile, dove l'apicoltura incontra la coltivazione della lavanda. La crisi climatica ha mostrato la fragilità delle terre montane e sta mettendo in crisi la sua attività e la sua voglia di rimanere.

Seguiamo gli incontri dell'associazione L'égalité, formata da ragazzi che hanno deciso, non ancora maggiorenni, di dedicare il proprio tempo ai valori dell'antimafia. Un tempo presenti nelle scuole del territorio, si stanno specchiando con l'abbandono giovanile e la conseguente perdita di organico dell'associazione, mettendo a rischio la sopravvivenza di un attivismo sociale che partiva dal basso per cercare il cambiamento.

Mentre alcuni dei protagonisti decidono di abbandonare il territorio per cercare nuove opportunità, rimaniamo con chi rimane. Fra tutti, Viola che, dopo aver solcato i mari del mondo come marinaia e nonostante le poche opportunità, ha deciso di aprire un laboratorio di ceramiche nella sua città, Genova. Le sue creazioni raffigurano il mare e i suoi abitanti, mostrando le specificità di un territorio a volte ostile, creando, nonostante tutto, uno spazio concreto per la creatività e per i giovani.

NOTE DI REGIA

Come le protagoniste e i protagonisti del film andarsene per anni e ritornare nel luogo in cui sono nata e cresciuta mi ha fatto riflettere sui concetti di territorio e casa. Il mio immaginario del territorio è diventato col tempo sempre più complesso, così come il legame con esso sempre più profondo. Vedo nelle specificità dell'ambiente naturale e sociale che il film ci invita a esplorare un microcosmo, un paradigma che ritrae la situazione di diverse zone italiane ed europee negli ultimi decenni e la conseguente presa di coscienza delle nuove generazioni. La loro mobilitazione, a volte discreta, è fondamentale per creare nuove prospettive per le comunità locali.

CASA DI PRODUZIONE

KORABI nasce a Bolzano come casa di produzione indipendente. Formata da Annachiara Gislimberti, Gabriele Borghi e Erald Dika, unisce competenze diverse e sguardi complementari, dando vita a un percorso condiviso. Crediamo nel potere delle storie di aprire nuove prospettive e di raggiungere un pubblico ampio con racconti originali e autentici.

Affrontiamo ogni progetto con lo stesso spirito raccontando storie originali capaci di raggiungere un vasto pubblico. Per noi il cinema è uno strumento capace di trasformare lo sguardo, stimolare il dialogo e alimentare il cambiamento culturale. Riteniamo che le storie possano ampliare lo sguardo e toccare i cuori. Uno dei nostri principali obiettivi è sviluppare progetti che uniscono intrattenimento e qualità, con la convinzione che ogni storia, se raccontata con cura, possa lasciare un segno.

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